Studio di Psicologia Salvago

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Disturbo dello Spettro dell’Autismo

Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è una condizione del neurosviluppo descritta nel DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – Text Revision) dell’American Psychiatric Association.

Con l’introduzione del DSM-5 e la successiva revisione DSM-5-TR, le precedenti diagnosi comprese nei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (come Disturbo Autistico, Sindrome di Asperger, Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato e Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza) sono confluite in un’unica categoria diagnostica: Disturbo dello Spettro Autistico.
La Sindrome di Rett non rientra più nello spettro, essendo oggi considerata una condizione genetica specifica.

Il Disturbo dello Spettro Autistico è una condizione neurobiologica che esordisce nei primi anni di vita e accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita. Le sue manifestazioni possono modificarsi nel tempo in relazione allo sviluppo, alle esperienze e alle richieste dell’ambiente.

 

Origine e fattori coinvolti

Attualmente non è possibile individuare una singola causa del Disturbo dello Spettro Autistico. Le evidenze scientifiche indicano piuttosto l’interazione di fattori genetici e ambientali, che incidono sullo sviluppo del sistema nervoso centrale nelle prime fasi della vita.

Non si tratta quindi di una condizione acquisita né determinata da fattori educativi o relazionali, ma di un disturbo del neurosviluppo con basi biologiche complesse.

 

Caratteristiche principali

Secondo il DSM-5-TR, il Disturbo dello Spettro Autistico è caratterizzato da:

  • difficoltà persistenti nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale, che possono riguardare l’uso del linguaggio verbale e non verbale, la reciprocità sociale e la comprensione delle regole implicite della relazione;
  • presenza di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi, che possono includere stereotipie motorie, rigidità comportamentale, interessi circoscritti o particolari modalità di risposta agli stimoli sensoriali.

Pur condividendo alcune caratteristiche comuni, le persone con Disturbo dello Spettro Autistico presentano una notevole variabilità individuale. Il livello di supporto necessario può variare da lieve a significativo e può modificarsi nel tempo in relazione allo sviluppo e ai contesti di vita. Ogni persona con autismo presenta quindi un profilo unico, con specifici punti di forza e bisogni.

 

Diffusione

Il Disturbo dello Spettro Autistico è presente in tutte le popolazioni, senza differenze legate all’area geografica o all’appartenenza etnica, e viene diagnosticato più frequentemente nei maschi rispetto alle femmine.

Le stime più recenti disponibili, elaborate dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC), indicano che il numero di diagnosi è in aumento. Questo dato è attribuibile in parte a una maggiore attenzione clinica, a strumenti diagnostici più accurati e a una crescente consapevolezza del disturbo.

In Italia non è attualmente presente un osservatorio epidemiologico nazionale strutturato; tuttavia, anche nel nostro Paese si osserva una crescente attenzione al Disturbo dello Spettro Autistico e all’importanza di una diagnosi precoce e di interventi adeguati.

 

Importanza della diagnosi precoce

Una diagnosi precoce consente di avviare tempestivamente un percorso di intervento in una fase dello sviluppo caratterizzata da una elevata plasticità cerebrale. Intervenire precocemente permette di sostenere lo sviluppo delle competenze cognitive, comunicative, sociali e adattive e di migliorare la qualità della vita del bambino e della sua famiglia.

 

Possibili segnali precoci

Alcuni segnali che possono emergere nei primi anni di vita e che meritano attenzione sono:

  • difficoltà nel contatto oculare e nella reciprocità sociale;
  • scarsa risposta al proprio nome o agli stimoli sonori;
  • limitato utilizzo di gesti comunicativi (come indicare o salutare);
  • difficoltà nella comunicazione intenzionale e nella richiesta;
  • scarso interesse per il gioco condiviso con i coetanei;
  • presenza di comportamenti ripetitivi o interessi ristretti;
  • risposte sensoriali atipiche agli stimoli (ipersensibilità o iposensibilità).

La presenza di uno o più di questi segnali non equivale a una diagnosi, ma può indicare l’opportunità di una valutazione specialistica.

 

Intervento e presa in carico

Secondo le Linee Guida nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornate nel 2025, la presa in carico del Disturbo dello Spettro Autistico deve basarsi su interventi fondati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, adattati alle caratteristiche individuali del bambino o dell’adolescente e condivisi con la famiglia.

Le raccomandazioni sottolineano l’importanza di una valutazione clinica approfondita, che tenga conto del profilo di sviluppo, dei punti di forza, dei bisogni specifici e delle eventuali condizioni associate, al fine di costruire un progetto di intervento personalizzato.

Tra gli interventi indicati rientrano:

  • interventi abilitativi e riabilitativi di tipo comportamentale, strutturati o naturalistici;
  • interventi che utilizzano strategie basate sui principi dell’Applied Behavior Analysis (ABA), inserite all’interno di programmi individualizzati;
  • interventi evolutivi e naturalistici, focalizzati sulla comunicazione, sull’interazione sociale e sulle competenze adattive;
  • interventi mediati dai genitori, attraverso percorsi di Parent Training e supporto alla genitorialità, fondamentali per favorire la generalizzazione delle competenze nella vita quotidiana.

Le Linee Guida evidenziano inoltre che le raccomandazioni non sostituiscono il giudizio clinico, ma devono essere applicate tenendo conto delle preferenze, dei valori e delle specificità della persona e del contesto familiare, in un’ottica di presa in carico integrata e multidisciplinare

https://www.medicall.it/allinizio-lautismo-e-un-avversario-invisibile/ 

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