Il Mutismo Selettivo è un disturbo d’ansia dell’età evolutiva, ancora poco conosciuto, che si manifesta più frequentemente nelle femmine rispetto ai maschi.
È classificato all’interno dei Disturbi d’Ansia nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR).
Che cos’è il Mutismo Selettivo
Il Mutismo Selettivo è caratterizzato da una persistente incapacità di parlare in specifiche situazioni sociali in cui ci si aspetta che il bambino parli (ad esempio a scuola o con persone poco familiari), nonostante la presenza di un linguaggio adeguato in altri contesti, come in famiglia o con figure percepite come sicure.
La selettività del silenzio può presentarsi con diversi livelli di gravità:
- in alcuni casi è circoscritta a specifici ambienti;
- in altri può estendersi a più contesti, fino a coinvolgere anche l’ambiente domestico.
Questa difficoltà incide in modo significativo sul funzionamento scolastico, sociale ed emotivo del bambino e, se non riconosciuta e trattata, può avere ripercussioni anche nel corso dell’adolescenza e dell’età adulta.
Esordio e manifestazioni
L’esordio del Mutismo Selettivo avviene generalmente all’ingresso nella scuola dell’infanzia o nei primi anni di scolarizzazione, quando aumentano le richieste comunicative e sociali in contesti non familiari.
Il bambino con Mutismo Selettivo non sceglie di non parlare: il silenzio rappresenta l’espressione di un intenso stato d’ansia che rende estremamente difficile l’uso della parola in determinate situazioni.
Spesso questi bambini vengono erroneamente descritti come:
- eccessivamente timidi;
- oppositivi;
- provocatori o disinteressati.
Tali interpretazioni sono scorrette e rischiano di aumentare la pressione, il senso di inadeguatezza e il disagio emotivo del bambino.
Cause
Le cause del Mutismo Selettivo non sono riconducibili a un singolo fattore.
La letteratura scientifica attuale concorda nel considerare il disturbo come il risultato di una interazione multifattoriale, che può includere:
- una vulnerabilità ansiosa di base, spesso con caratteristiche di inibizione comportamentale;
- fattori temperamentali;
- aspetti legati allo sviluppo emotivo e relazionale;
- fattori ambientali e contestuali, in particolare legati alle richieste comunicative in situazioni percepite come valutative o socialmente esposte.
Non vi sono evidenze che il Mutismo Selettivo sia causato da scelte educative errate, da oppositività volontaria o da mancanza di stimolazione linguistica.
Perché è importante una diagnosi precoce
È fondamentale non minimizzare il disturbo con affermazioni come “è solo timido, passerà con il tempo” e non attribuire intenzionalità al silenzio del bambino.
Una diagnosi precoce, unita a una stretta collaborazione tra famiglia, scuola e professionisti, consente nella maggior parte dei casi una significativa riduzione o risoluzione dei sintomi in tempi relativamente brevi.
Al contrario, una diagnosi tardiva o una scarsa integrazione tra i contesti di vita del bambino può determinare:
- un prolungamento dei tempi di trattamento;
- la persistenza del disturbo in adolescenza;
- lo sviluppo di ansia sociale, difficoltà comunicative e problematiche relazionali in età adulta.
Trattamento
Il trattamento del Mutismo Selettivo richiede un approccio strutturato, graduale e personalizzato, costruito sulle caratteristiche del singolo bambino.
Le evidenze scientifiche indicano come particolarmente efficaci gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale, adattati all’età evolutiva e integrati, quando necessario, con strategie provenienti da altri modelli di intervento.
Elementi fondamentali del percorso terapeutico sono:
- la gradualità;
- la riduzione della pressione comunicativa;
- il coinvolgimento attivo della famiglia;
- la collaborazione con il contesto scolastico.
Risorse e associazioni
In Italia opera l’Associazione Italiana Mutismo Selettivo (AIMuSe), un’associazione nata con l’obiettivo di diffondere la conoscenza del Mutismo Selettivo e offrire informazione e supporto alle famiglie che vivono questa difficoltà.
- Sito nazionale: https://www.aimuse.it
- Sezione Sardegna: https://www.aimuse.it/sardegna/
- Bibliografia di riferimento: https://www.aimuse.it/?s=bibliografia