Le Storie Sociali sono strumenti psicoeducativi ideati da Carol Gray per aiutare bambini, ragazzi e adulti a comprendere meglio le situazioni sociali, le regole implicite dei contesti quotidiani e le aspettative comportamentali ad essi associate.
Sono utilizzate in particolare con persone con Disturbo dello Spettro Autistico, ma possono risultare utili anche in presenza di difficoltà sociali, comunicative, emotive o di adattamento.
A cosa servono le Storie Sociali
Le Storie Sociali hanno lo scopo di:
- rendere esplicite le informazioni sociali che solitamente vengono apprese in modo implicito;
- favorire la comprensione di situazioni sociali, routine ed eventi della vita quotidiana;
- aumentare la prevedibilità degli eventi, riducendo ansia e incertezza;
- sostenere lo sviluppo delle abilità sociali e relazionali;
- promuovere una partecipazione più consapevole e attiva alle attività quotidiane.
Per molte persone con Disturbo dello Spettro Autistico, infatti, le regole sociali, le intenzioni altrui e i significati impliciti delle situazioni possono risultare poco chiari o difficili da interpretare senza un supporto strutturato.
Come sono costruite
Le Storie Sociali descrivono situazioni di vita reale, concrete e realmente sperimentate dalla persona cui sono rivolte.
Vengono scritte seguendo criteri specifici e utilizzano un linguaggio:
- chiaro, semplice e conciso;
- positivo e rassicurante;
- rispettoso delle caratteristiche individuali della persona.
Ogni storia risponde in modo esplicito alle domande:
chi, che cosa, dove, quando, come e perché, aiutando a comprendere ciò che accade in una determinata situazione e quali sono le aspettative sociali ad essa collegate.
Le storie possono includere immagini, simboli o supporti visivi, utili a facilitare la comprensione di concetti astratti o complessi.
Contenuti e stile
Le Storie Sociali:
- descrivono comportamenti e risposte adeguate in modo descrittivo e non prescrittivo;
- evitano formulazioni giudicanti o punitive;
- utilizzano un linguaggio positivo;
- quando fanno riferimento a comportamenti non funzionali, lo fanno in modo neutro e indiretto, spesso utilizzando la terza persona.
L’obiettivo non è “dire cosa fare”, ma favorire la comprensione delle situazioni sociali e aumentare la consapevolezza.
Modalità di utilizzo
Le Storie Sociali vengono generalmente:
- presentate una alla volta, per favorire la concentrazione su un singolo obiettivo;
- lette con un tono calmo, rassicurante e positivo;
- riproposte nel tempo, in base alle esigenze della persona;
- utilizzate come preparazione a situazioni nuove, complesse o potenzialmente stressanti, oppure come supporto nelle routine quotidiane.
È spesso utile che le storie vengano condivise anche con le altre figure di riferimento (famiglia, scuola), per favorire la generalizzazione delle competenze e delle comprensioni acquisite.
A chi sono rivolte
Le Storie Sociali vengono costruite per persone per le quali, a seguito di una valutazione, sia possibile garantire la comprensione del contenuto, attraverso la lettura, l’ascolto o il supporto visivo.
Nel nostro Centro, l’utilizzo delle Storie Sociali è sempre inserito all’interno di un intervento personalizzato, definito sulla base delle caratteristiche cognitive, comunicative ed emotive della persona e condiviso con la famiglia e con le altre figure coinvolte.